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Otto drink per cinque scrittori famosi

Ognuno di noi ha un cocktail preferito, ecco i drink preferiti di cinque scrittori famosi.

Un po’ di tempo fa abbiamo svolto una piccola ricerca dedicare una cocktail list a degli scrittori, è stato divertente e ve la abbiamo voluta proporre qui!

Hemingway

Forse i suoi drink sono rimasti i più famosi (e più numerosi). Nei suoi innumerevoli viaggi si è appassionato a molti drink e molti gliene sono stati dedicati.

Hemingway Special Daiquiri

Creato al ‘La Floridita’ a L’Havana per lo scrittore. Per una rara malattia di cui soffriva e che poteva condurre al diabete Hemingway aveva una particolare avversione allo zucchero. Ciò non gli tolse il piacere del bere dopo che fu ideato per lui questa versione del daiquiri senza zucchero!

Mojito

Sempre quando era a L’Havana, Hemingway frequentava spesso La Bodeguita Del Medio, lì il suo drink preferito era il mojito. Tutt’ora è presente in questo famoso bar de L’Avana la nota scritta a mano da Hemingway” “My mojito in La Bodeguita, My daiquiri in El Floridita”

Montgomery Martini

Si dice che il Martini cocktail di Hemingway si preparasse avvicinando solamente la bottiglia aperta di vermouth al bicchiere, secchissimo. Anche nel capolavoro “Di là dal fiume e tra gli alberi” viene nominato il martini cocktail, bevuto dal colonnello Cantwell all’Harry’s Bar di Venezia, “Very dry. Montgomerys. 15:1”

D’annunzio

Nell’impresa di Fiume del 1919 D’Annunzio conobbe Nico Luxardo e grazie a lui scoprì un liquore inizialmente chiamato “Visna” e poi “Cherry Brandy”, oggi è un diffusissimo liquore di ciliegie marasche, il Sangue Morlacco di Luxardo. Il nome Sangue Morlacco fu coniato dal Vate che scriveva “il liquore cupo che alla mensa di Fiume chiamavo “Sangue Morlacco”.”

Truman Capote

Truman Capote che abbiamo amato per i capolavori “Colazione da Tiffany” e “A Sangue Freddo”. Capote era innamorato a sua volta di quello che chiamava affezionatamente ‘il mio drink arancione’, lo Screwdriver. Un drink molto semplice da riprodurre a base di arancia e vodka, magari non un capolavoro della miscelazione, ma Capote ne era veramente innamorato.

Edgar Allan Poe

Cognac e Eggnog erano la passione di Edgar Allan Poe, anche se a suo dire non trovava piacere negli ‘stimolanti’ (alcol e oppio’) in cui così spesso follemente indulgeva. La famiglia Poe aveva anche una ricetta speciale per produrre l’eggnog. La particolarità più interessante di questa storia è quella del “Poe Toaster”. Infatti per oltre settant’anni una persona misteriosa ha visitato la tomba originale di Poe a Baltimore vestito di nero e con una sciarpa bianca, bevendo un bicchiere di Cognac e lasciando sulla tomba la bottiglia e tre rose rosse. Nel 2009 il Poe Toaster ha dedicato il suo ultimo brindisi al maestro del terrore e con grande dispiacere degli ormai numerosi fan non ha più fatto ritorno a partire dal 2010.

Bukowski

La sua passione per l’alcol è praticamente rinomata. Bukowski vedeva il bere come un modo per evadere dalla routine quotidiana. In certi versi vedeva il bere come una forma particolare di suicidio, per il quale il giorno dopo si poteva tornare alla vita e ricominciare il giorno dopo. Bukowski beveva qualsiasi cosa avesse a tiro, ma il suo veleno preferito era il boilermaker, uno shot di bourbon servito a testa in giù in una pinta di birra.

Ian Fleming

Nel primo romanzo della saga di James Bond, Casino Royale, 007 spiega al barman come avrebbe volute il suo drink. In una profonda coppa da champagne, tre parti di Gordon gin, una di vodka, mezza parte di Kina Lillet, agitato con ghiaccio e poi aggiunga una sottile scorza di limone.” Questo drink era il famoso Vesper Martini, chiamato così perché “una volta che lo hai assaggiato, non puoi più bere altro”.

 

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